La Dama e l’Unicorno

“La Dama e l’Unicorno”

duo di musica celtica e bretone che privilegia un repertorio di slow airs, ballads e alcune danze medievali e irlandesi. Tale repertorio viene eseguito attraverso l´uso di strumenti tipici quali, prima tra tutti, l´arpa celtica; flauto traverso e irlandese, chitarre e soprattutto la voce solista.

 

Questo magico duo con la sua eleganza, professionalità e fantasia porta in scena una serie di diversi format di spettacolo:

 

“Murder Ballads e nere fiabe del mondo celtico”

Il cuore del bosco, il “greenwood”, è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’Altro Mondo, il mondo fatato; ma è anche il luogo “fuori legge”, fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti.
Da questo luogo scaturiscono le ballate e le storie proposte nel nostro spettacolo: leggende di magia e morte raccontate dal suono dell’arpa, murder ballads, voci del sangue che dalle rive della vecchia Europa, attraversano l’Oceano fino alla terra del Nuovo Mondo.
Storie e musiche che,cariche di un passato mitico, in cui i fantasmi della letteratura gotica convivono con il folklore e la cronaca popolare, giungono a noi riportandoci alle nostre radici ancestrali, a Stonehenge, ai celti, alle zone oscure dei cicli cavallereschi.

Lo spettacolo alternerà all’esecuzione musicale (che sarà la parte predominante) la drammatizzazione di storie e

leggende a cui i brani musicali fanno riferimento.

 

All’interno del programma:

 Antiche ballate celtiche come Cruel Mother, Geordie

 Murder Ballads quali Henry Lee, L’écolier assassin

 

Ad integrare l’esibizione è possibile:

 In alcuni momenti dello spettacolo effettuare giochi di fuoco a compendio della musica eseguita

 

Durata dello spettacolo: circa 1 ora e 10 minuti

Anastasia Giusti: Voce, voce narrante, arpa celtica, flauti.

Daniele Ranieri: Chitarre, ricerca e adattamento testi

 

La Quercia delle Streghe.

Lo spettacolo alternerà l’esecuzione musicale di brani tradizionali del folklore celtico alla drammatizzazione delle vicenda delle “streghe di compito”, così come ci viene narrata da Carla Sodini nel suo libro Abratassà.

Alternando alla drammatizzazione della vicenda l’esecuzione musicale di brani di origine “celtica” si cercherà di mostrare come vi sia un legame intimo tra certi temi della nostra cultura popolare e quella nord europea.

 

 

All’interno del programma:

  • Brani celtici come Scarborough Fair
  •  Brani medievali (Lamento di Tristano, Coro della Fortuna da Carmina Burana)
  •  Antiche ballate come La Malcontenta

Un estratto del testo:

I rami della grande quercia si espandevano in orizzontale, quasi la folta chioma lasciasse spazio all’arrivo in volo delle streghe e degli esseri fatati che invece si trovavano in raduno sulle sue radici. Re quercia guardava benevolo quella strana congrega che, fuori dallo spazio e dal tempo, nel suo magico abbraccio, discuteva su come leggere gli astri, preparare talismani e sulle virtù curative delle piante: la menta bagnata dalla rugiada a garanzia della lunga vita; l’iperico dai fiori gialli, da tenersi sul corpo tutta la notte per proteggere dalle sventure e garantire sonni sereni; la salvia a proteggere dalle creature malvagie.”

 

Ad integrare l’esibizione è possibile:

  •  In alcuni momenti dello spettacolo effettuare giochi di fuoco a compendio della musica eseguita

 

Durata dello spettacolo: circa 1 ora

Anastasia Giusti: Voce, voce narrante, arpa celtica, flauti.

Daniele Ranieri: Chitarre, ricerca e adattamento testi

 


La Grotta Delle Fate

L’artista Samoa Landi,  in collaborazione con il celebre duo musicale “La Dama e l’Unicorno” propongono un’esperienza sognante ed indimenticabile per i più piccoli.

Immerso in una scenografia fatata e nell’atmosfera coinvolgente dell’arpa celtica, lo spettacolo accompagna la lettura della narratrice di fiabe, dando un’immagine visiva alle storie narrate,

Con l’ausilio di un proiettore ed un telo apposito verrà proiettato un teatro di ombre suggestivo, i cui personaggi saranno in parte immagini (silhouettes tipo ombre cinesi) ed in parte pupazzi, mentre alcuni di loro usciranno dallo schermo con abiti veri e propri dipingendo alcune parti sui teli della scenografia o interagendo con i pupazzi, come in una sorta di magica apparizione.

“Salpando dai Porti Grigi”

Un viaggio celtico nel mondo de Il Signore degli Anelli

“Al centro del vascello sedeva Celeborn, dietro al quale, alta e bianca, era in piedi Galadriel; portava in testa un cerchio di fiori d’oro, e in mano un’arpa, e cantava. Dolce e accorato il suono della sua voce nell’aria fresca e limpida…” (Addio a Lòrien)

“Nel cuore di tutti gli (elfi) Esuli la nostalgia del Mare era un inguaribile tormento; nell’animo dei Grigi Elfi un’inquietudine latente, che una volta destata non poteva essere più placata.” (Appendice F, A proposito degli Elfi)

Così scrive Tolkien descrivendo lo stato d’animo degli Elfi lontani dalla loro Terra Madre; la stessa nostalgia, lo stesso richiamo del mare è la cifra caratteristica della musica e del folklore dei “paesi celtici” (Britannia, Irlanda, Scozia e Galles).

Lo spettacolo che vorremmo proporre intende così, attraverso antiche ballate gaeliche, evocare quella sensazione di struggente nostalgia verso le proprie origini, quel richiamo che non può rimanere in ascoltato del Mare, che ci sembrano evocare anche gli elfi tolkeniani. L’esecuzione delle melodie nella loro lingua originale gaelica, in cui senso e suono sono indiscindibili, ci riporta alla funzione evocativa della lingua originaria, dedicata soprattutto al canto.

E’ possibile trovare un’altra similitudine con Tolkien in cui l’Alto Elfico o Queya si era perso come lingua parlata ma era “ancora adoperato nelle cerimonie, e in materia di saghe e di canti…” (Appendice F, A proposito degli Elfi).
Salpando dai Porti Grigi Un viaggio celtico nel mondo de Il Signore degli Anelli Lo spettacolo proposto si strutturerà come un’alternanza tra l’esecuzione di brani musicali (che sarà comunque la parte predominante) e la lettura di brani tolkeniani.


Anastasia Giusti: Voce, voce narrante, arpa celtica, flauti, percussioni.

Daniele Ranieri: Chitarre, ricerca e adattamento testi.